L’oscar del design alla poltrona di Fracchia

Ve la ricordate la poltrona a sacco su cui sedeva Fracchia (Paolo Villaggio) contorcendosi nel vano tentativo di rimanere stabile mentre vi sprofondava sempre più? E non era certo l’unico ad aver di questi problemi. Ogni qual volta la designer milanese Manuela Bucci incontrava poltrone simili, il pensiero si soffermava su quelle posture a tratti grottesche. Perché non dare un aiutino a “Fantozzi” and Co? Così oltre ad avere ribaltato l’idea della tipica poltrona, con seduta rigida e imbottitura sopra, ha rivisitato e rivoluzionato il «sacco» rendendolo unico e strappando con la sua «Île Flottante» anche il prestigioso Red Dot, il «Pulitzer» dei designer. La Bucci ha usato la sua perizia di designer industriale, cresciuta alla scuola di maestri come Aldo Cibic  per trasformare il sacco in una seduta super stabile anche se leggera, più piccola del saccone di Fracchia e si è portata a casa,  nella fattispecie a Milano dove vive e lavora, il riconoscimento della giuria dei 37 esperti di design che anima il famoso Red Dot Institute in GermaniaL’ha ritirato giusto qualche giorno fa a Singapore: 37 esperti mondiali hanno applaudito quella creazione, che aveva fatto capolino per la prima volta al Salone del Mobile. La sua formula magica – rigido su base morbida – è stata anche brevettata: l’Île Flottante galleggia come un’isola su un mare soffice, composto da palline di polistirolo espanso e rollofil sormontato da una scocca rigida, in plexiglass. 7

Ne ha già sfornate dieci di poltrone sacco, con scocche una diversa dall’altra perché, come racconta la Bucci, “nel plexiglass può essere annegato ogni tipo di tessuto”. I giochi cromatici sono infiniti e all’orizzonte c’è anche una versione in legno per gli esterni. Ha annegato anche le fotografie nel plexiglass, unendo le sue passioni, ed i suoi lavori: volti e paesaggi, anche meneghini, ingranditi al pixel e trasformati in pattern, in decoro. Il sogno, non così lontano, è trovare ora un’azienda che le metta in produzione e in circolazione. E pensare che la mamma della «Île Flottante» dopo il liceo artistico al Santa Marta stava per svoltare verso Ingegneria: fortunatamente scoprì che il Politecnico aveva dedicato una sezione al Design e si tuffò. Dopo aver intrapreso la strada del design industriale e dopo aver lavorato con Makio Hasuike, Manuela Bucci iniziò la sua carriera da solista, col suo studio in via Savona, continuando la consulenza per grandi marchi e coltivando i suoi progetti nel cassetto, come la poltrona anti «effetto Fracchia», appunto.

L’ Île Flottante» made in Milano non sprofonda ma vola a Singapore e sfila davanti ai guru del design. Arriva anche il messaggino di un amico, con la foto di Paolo Villaggio di profilo, seduto sul sacco: «Se Fracchia avesse avuto una Île Flottante non sarebbe stato così». Avrebbe tenuto la schiena dritta. Il pensiero di Manuela Bucci ora vola anche a lui. «Sarebbe stato bello farlo sedere lì».